Con un po' di traversie familiari ieri Roberta, Giacomo ed io siamo stati in Lessinia orientale (VR, confine con VI).
Dopo una notte per niente tranquilla, sono le 11.30 quando arriviamo a Pagani, "il più alto insediamento stabile della Provincia di Verona", sopra Campofontana, circa 10°C in meno rispetto a Verona: qui sono “solo” 27. Siamo a 1260 m slm.
Ci incamminiamo felici, incuranti del caldo, la carrareccia è simpatica, tra boschi piuttosto circoscritti (in particolare un lariceto e una pecceta) mentre tutto intorno è soprattutto pascolo.
Non è passata mezz’ora che vediamo un bel BIANCONE, fa spesso lo spirito santo (“hovering!” dice Giacomo, 'sto pistola). Poco più in su cominciano a vedersi diversi gheppi in... hovering e in hanging(!) e i bianconi sembrano essere due. La giornata sembra sorriderci.
Saliamo con facilità, ormai è solo pascolo con mughi radi. L'avifauna si concentra in particolare intorno alle malghe, sono soprattutto fanelli.
"Questo a destra deve essere per forza il Monte Formica". Un segnale o un cartello sono un'utopia... Come spesso accade da queste parti, è solo grazie alla piantina e all’orientamento che si può “immaginare” dove sia il sentiero! Mai un segnale!
"La carrareccia sale ripida" dice la guida. Pare proprio che siamo nel posto giusto, allora.
Sarà la pendenza, sarà che siamo alle ore dodici zero zero, sarà l’infelice notte trascorsa, sarà l'influenza dello spirito santo di tutti quei gheppi, ma dopo solo 30 minuti dalla partenza ho già visto quasi tutte le madonne...
Intravedo un’altra sagoma sopra la testa: San Pietro sta venendo a prendermi? Mi svegliano Giacomo e Roberta: è un PELLEGRINO adulto, due gheppi lo stanno mobbando, uno con più cattiveria dell'altro.
L'evento mi desta un po', così suggerisco di deviare dalla carrareccia prendendo uno "scurtolo" ancor più ripido. Ma ormai le immagini sacre le ho già viste tutte e lo passo con disinvoltura tra parecchi fischi di marmotte.
Arriviamo su un sentiero segnato (yeah!), il 205, è il nostro! Beh, siam giusti.
Nel deserto ornitologico, a parte qualche rondine, il sentiero sale ancora, ma arriviamo più in fretta del previsto a Cima Lobbia, 1672 m slm, sono le 13.00, siamo arrivati nel tempo indicato dalla guida, 1h30'.
Mangiamo un panino, poi io e Giacomo giochiamo un po' insieme tra i mughi, lui ride e mi inonda di sangue che viene dal suo naso. Ancora una volta! E per la prima volta bilateralmente, porca zozza... Tamponiamo alla meglio tra i mughi giusto per evitare che Dario Argento arrivi a girare "Profondo rosso 2".
Rinunciamo così a proseguire verso Passo Scagina, sopra Malga Fraselle, e decidiamo di tornare indietro. Dove avevamo visto il biancone ora vediamo una poiana e uno sparviere. Arrivati a Pagani senza altri contrattempi, una banda di giovani codirossi spazzacamini si ripara all'ombra della nostra auto.
Passiamo da Giazza, dove un giovane merlo acquaiolo si fa fotografare senza scappare.